Isolamento termico e insufflaggio.

In cosa consistono gli interventi isolanti di: cappotto esterno, insufflaggio e cappotto interno?

Oggi giorno si sente molto parlare di isolamento termico e benessere abitativo, soprattutto da quando è entrato nelle nostre vite il Super ecobonus 110% chiunque voglia rientrare in questa grande opportunità dovrà coibentare le pareti della propria abitazione e per farlo abbiamo disposizione tre soluzioni:

  • Cappotto esterno.
  • Cappotto interno. 
  • Insufflaggio.

La volta scorsa abbiamo esaminato quello che è il metodo più performante per isolare una casa cioè il cappotto, clicca qui se ti sei perso l’articolo sul cappotto, qui invece puoi trovare il manuale Cortexa sulla corretta posa in opera del cappotto.

In questo articolo voglio esaminare gli aspetti legati all’isolamento termico e l’insufflaggio.

Il cappotto termico esterno

É l’intervento tecnicamente migliore perche avvolge l’involucro edilizio mitigando molti dei ponti termici naturalmente presenti in una struttura, molto spesso sono le colonne a creare i maggiori disagi, il problema è che non sempre si può realizzare.

Vediamo alcuni esempi di situazioni in cui non si può realizzare il cappotto:

  • Isolamento di un singolo alloggio in un condominio;
  •  isolamento termico di un edificio storico

Il cappotto termico interno.

 Non è altro che una contro parete, spesso in cartongesso con del materiale isolante tra la lastra di cartongesso e la vecchia parete.

É una soluzione quasi obbligata quando ci si trova di fronte a un’abitazione storica alla quale non è possibile applicare modifiche alle facciate.

Quali sono i punti critici del cappotto interno? 

  • riduce lo spazio interno (circa 10/15cm)
  • si possono avere rischi di condensa interstiziale (condensa tra l’isolante e la parete)

L’insufflaggio

É un intervento molto semplice che consiste nel riempire l’intercapedine delle pareti con materiale isolante, si tratta di un intervento molto veloce da realizzare, l’intervento in un appartamento può essere completato in una giornata.

Esempio di insufflaggio per pareti cave.

Fra i vantaggi vi è sicuramente la rapidità di realizzazione e i costi relativamente contenuti. L’intervento in un appartamento di medie dimensioni può essere completato in una giornata o poco più a seconda dell’azienda scelta per eseguire il lavoro.

Tra gli svantaggi vi è sicuramente il fatto che l’insufflaggio non permette di intervenire sui cosiddetti “Ponti termici”, sono le zone dove un cambio di materiale nella parete determina uina differente trasmittanza termica (in quel punto si disperderà più velocemente il calore verso l’esterno, in genere si presentano questi ponti termici in presenza di pilastri, solai o attorno alle finestre.

Quali sono i materiali più utilizzati per aumentare l’isolamento termico mediante l’insufflaggio?

 I materiali più utilizzati per l’insufflaggio sono:

  1.  fibra di cellulosa 
  2.  lana di vetro
  3.  lana di roccia
  4.  sughero
  5.  polistirene espanso
  6.  foglio poliuretano espanso

 Il materiale isolante ideale non esiste, va scelto sulla base delle esigenze di ciascun caso specifico, poichè ogni materiale ha caratteristiche diverse.

I costi per aumentare l’isolamento termico mediante l’insufflaggio:

I costi dell’insufflaggio per aumentare isolamento termico dipendono dai materiali utilizzati e dallo spessore dell’intercapedine; più grande è e maggiore maggiore sarà il volume di materiale isolante da insufflare e quindi Il costo dell’intervento.

Indicativamente Il costo dell’insufflaggio è circa €30 al metro quadro che può variare da caso a caso.

L’insufflaggio è un intervento che permette di ridurre le dispersioni termiche e quindi i costi di riscaldamento.

Come in tutte le cose per ottenere i massimi risultati va anch’esso eseguito a regola d’arte. É facile fare dei buchi nella parete ma è altrettanto facile non inserire la quantità idonea di isolante o ancor peggio lasciare delle cavità vuote. Come al solito la regola è solo una, affidarsi a professionisti con molti anni di esperienza alle spalle.

Il problemi sono spesso causati dai ponti termici.

A prescindere dal tipo di isolamento che si vada ad effettuare il problema sono sempre i ponti termici, cambiano da sistema a sistema e per questo motivo chi progetta o esegue il lavoro dovrà essere formato per poter prevenire la formazione di muffe derivanti appunto dai ponti termici che si presentano ovè una continuità di materiale porterà il nostro calore verso l’ambiente esterno più freddo.

In questi punti l’isolante non può essere ovviamente insufflato perché manca la cavità che invece è presente tra i due mattoni.

Negli angoli spesso si trovano le colonne portanti di cemento armato queste essendo piene non possono essere riempite con materiale isolante pertanto rimarranno sempre un ponte termico quindi un punto della superficie muraria in cui il calore tenderà ad uscire quindi ci saranno delle temperature più basse in quei punti

Esempio di parete con insufflaggio (in giallo) e colonna portante che non può essere isolata con l’insufflaggio.

 La porzione di  parete dove ci sarà l’isolante passerà da una temperatura superficiale di circa 14 gradi a una temperatura di circa 18 ( Può variare a seconda del materiale isolante dello spessore dell’intercapedine).

Nella zona dove sono presenti i ponti termici come l’angolo di cui ti ho parlato un attimo fa rimarrà ad una temperatura simile a quella di partenza quindi attorno al 14 °.

Se la bassa temperatura superficiale (14 °) si unisce a una percentuale di umidità elevata (ad esempio 70%) si raggiunge il cosiddetto punto di rugiada ovvero la temperatura in cui l’umidità presente nell’aria cambia stato passando dallo stato gassoso allo stato solido e garantendo presenza di condensa e soprattutto di muffa.

Nella tabella sottostante vediamo che con una temperatura ambientale di 20 ° se la percentuale di umidità è a 70% e la temperatura superficiale 14,4 si raggiunge il punto di rugiada.

Cosa fare in questi casi?

Uno dei modi per evitare condensa o muffa in presenza di ponti termici è quello di alzare la temperatura superficiale della parete;

In taluni casi è una soluzione che viene praticata, ad esempio si possono mettere delle resistenze sotto intonaco per riscaldare leggermente la parete così da evitare o limitare i problemi.

L’altra soluzione è quella di abbassare il tasso di umidità interna alla casa, come si può fare?

 Il rimedio è la ventilazione meccanica controllata o VMC!

La ventilazione meccanica controllata non è altro che uno scambiatore di calore che recupera il calore scambiando l’aria interna viziata con quella esterna fresca e pulita, cliccando qui puoi leggere un articolo dedicato.

Per capire se la scelta corretta occorre però fare una verifica preliminare con un termotecnico e valutare eventuali interventi complementari come le VMC.