Ecobonus 110%: le domande più frequenti e le risposte degli esperti

10 domande sull’Ecobonus 110% per fare chiarezza su un argomento così importante. Con la collaborazione della Dr.ssa Commercialista Fisanotti Stefania e l’Architetto Crivello Anna abbiamo affrontato il tanto discusso tema “Ecobonus 2020”.

Live della puntata dedicata agli approfondimenti sul tema “Ecobonus 2020 al 110%”

L’Ecobonus 110% può rivelarsi un importante opportunità per risollevare il settore dell’edilizia, grazie alla previsione di interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica degli edifici che prevedono una detrazione del 110%.

In questo articolo troverai le risposte alle 10 domande più comuni su questo tema, ancora molto caldo e con tanti margini di incertezza.

Incertezze che dipendono dal fatto che il Decreto Rilancio è stato da poco approvato, ma ancora non è stato convertito in legge e non si conoscono le linee guida ufficiali da seguire per ottenere tutti gli incentivi fiscali.

Per questo motivo, ho deciso di scrivere un articolo che contiene le domande più frequenti sull’Ecobonus 2020, a cui hanno risposto direttamente la Dr.ssa Commercialista Fisanotti Stefania e l’Architetto Crivello Anna.

1: quali sono gli interventi previsti dall’Ecobonus 110%?

Questa risposta la puoi trovare anche nell’altro articolo che ho già scritto – “Ecobonus 2020 al 110%: cosa è previsto per i serramenti?” – ma una veloce ripassata non fa mai male.

Gli interventi previsti si possono dividere in 2 categorie:

  • “interventi trainanti”;
  • “interventi trainati”.

Al primo gruppo appartengono i lavori di:

  • isolamento delle superfici opache verticali e orizzontali degli edifici (“cappotto”), con obbligo di rispettare i Criteri Ambientali Minimi per quanto riguarda i materiali isolanti utilizzati. Il tetto massimo di spesa previsto è di 60.000 euro per unità abitativa e ingloba anche tutte le spese accessorie per eseguire i lavori.
  • sostituzione dei vecchi impianti di riscaldamento e raffrescamento, anche per la fornitura di acqua calda sanitaria, con impianti ad alta resa energetica. La spesa massima detraibile è di 30.000 euro per unità abitativa e anche in questo caso sono comprese le spese accessorie

Al secondo gruppo, invece, appartengono tutti gli interventi che possono avere efficacia maggiore quando uniti a quelli trainanti. Quindi, sostituzione dei vecchi infissi, installazione di impianti di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC), pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo.

2: quali sono i principali requisiti per poter accedere alle detrazioni previste dall’Ecobonus 2020?

Per poter usufruire della maxi detrazione sono necessarie alcune condizioni messe ben in evidenza dal testo del Decreto Rilancio:

  1. valutazione dell’efficienza energetica da fare prima dell’inizio dei lavori, per poter verificare, confrontandola con l’A.P.E. successiva rilasciata da un tecnico abilitato, il miglioramento di almeno 2 valori. Infatti, il requisito del salto di 2 classi energetiche è uno dei principali vincoli previsti dall’Ecobonus 110%.
  2. Termine temporale: i lavori di efficientamento energetico dovranno essere effettuati tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021, con detrazione che avverrà in 5 anni.
  3. Visto di conformità rilasciato da un professionista abilitato (commercialista), per verificare la conformità dei documenti prodotti (prima, durante e dopo i lavori) con quanto previsto dal decreto in questione.

Solo rispettando questi 3 requisiti, in merito ai quali si avranno altre indicazioni quando saranno emanate le linee guida dopo la conversione in legge del Decreto Rilancio, potrai beneficiare degli incentivi statali.

3: chi può usufruire delle agevolazioni fiscale dell’Ecobonus 110%?

I soggetti beneficiari possono essere suddivisi in 4 categorie:

  • persone fisiche;
  • condomìni;
  • istituti autonomi di case popolari;
  • cooperative di abitazione a proprietà indivisa.

Per esser ancor più precisi: potranno usufruire del 110% chi ha un diritto reale sull’immobile di riferimento.

4: L’Ecobonus 110% è previsto anche per la seconda casa?

Al momento, l’agevolazione è prevista solo per interventi che riguardano le abitazioni principali, ma si pensa ad un’integrazione del testo normativo con l’inserimento anche delle seconde case quando ci sarà la conversione in legge.

La vigente previsione prevede un bonus anche per le seconde case solo se queste fanno parte di un condominio.

Ma che differenza c’è tra prima casa e abitazione principale?

Banalmente, la prima casa è quella che si acquista prima, mentre l’abitazione principale è quella dove si vive e solo per questa è prevista la possibilità di effettuare interventi per il miglioramento della classe energetica per usufruire della detrazione del 110%.

Quindi, è bene precisare che il bonus prevede come requisito essenziale che la casa sia principale, cioè la casa dove si vive, indipendentemente dal fatto che sia prima o seconda casa.

5: quando conviene sfruttare lo sconto in fattura Ecobonus 110% e come funziona la cessione del credito?

Per i beneficiari della detrazione sono previste 3 possibilità:

  1. decidere di sfruttare l’intera detrazione suddividendola in 5 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi;
  2. sfruttare in primo momento la detrazione per poi cederla successivamente ad una banca o altro istituto di credito;
  3. sfruttare lo sconto in fattura che si è ripresentato proprio con il Decreto Rilancio.

Il problema è solo capire come “sfruttare al meglio la situazione”.

A tal proposito, la Dr.ssa Commercialista Fisanotti Stefania è stata molto chiara: è importantissimo fare un’attenta analisi fiscale prendendo come riferimento il reddito lordo e la detrazione fiscale. In pratica, se il tuo quinto della spesa detraibile è pari o inferiore alle tue ritenute fiscali annuali non ci perderai nulla, ma se superiore perderai qualcosina.

Se dal punto di vista fiscale questa strada è per te poco profittevole, puoi optare anche per la successiva cessione del credito a banche o altri istituti di credito.

Ma se il tuo intento è quello di “fare i lavori gratis” puoi sempre scegliere lo sconto in fattura previsto dall’Ecobonus 110%: dovrai accordarti con l’impresa che eseguirà i lavori per l’emissione di una fattura che non pagherai. Infatti, potrai cedere il tuo credito all’impresa e questa potrà utilizzarlo in compensazione con le sue tasse (tramite F24 in 5 anni) o cederlo a sua volta a banche o altri istituti di credito.

Anche per questo delicato aspetto dell’Ecobonus 2020 è necessario attendere le linee guida attuative del decreto, per sapere come muoversi senza commettere errori.

6: quali errori evitare per non rischiare di perdere la detrazione dell’Ecobonus al 110%?

Se stai pensando di pianificare degli interventi per migliorare l’efficienza energetica della tua casa e usufruire del bonus, preventivamente devi valutare se a livello tecnico si possono svolgere determinati lavori e rientrare in questa agevolazione.

Quindi, è importante rivolgersi ad un tecnico qualificato per la parte relativa all’analisi degli interventi di isolamento dell’involucro dell’edificio, per la sostituzione dei vecchi impianti di climatizzazione e per la realizzazione di altri interventi secondari.

Ma è fondamentale rivolgersi anche ad un commercialista o al CAF per la valutazione di tutta la parte fiscale. Solo un professionista esperto potrà aiutarti a capire come utilizzare il bonus, quando cederlo o se optare per lo sconto in fattura.

Un’analisi preventiva di tutto, dal punto di vista tecnico e fiscale, potrà evitarti spiacevoli sorprese.

Non dimenticare che a cose fatte sarà difficile rimediare.

7: cosa fare se si è già in possesso di un documento energetico? È obbligatorio rifarlo?

L’A.P.E. è uno dei requisiti più importanti per accedere alla detrazione del 110%, ma non sempre è obbligatorio rifare tale attestato.

Infatti, tutti gli Attestati di Prestazione Energetica hanno una validità nel tempo e possono essere utilizzati anche nello specifico caso dell’Ecobonus, a patto che non siano scadute e che non sia stato fatto nessun intervento che vada ad inficiare le caratteristiche energetiche riportate nel documento.

Devi sapere che anche cambiando soltanto i serramenti l’efficienza energetica della tua casa può subire importanti variazioni.  

8: quando lo stesso edificio è oggetto di più interventi, chi deve coordinare i lavori?

Se sullo stesso edificio dovranno essere portati a termine più interventi (esempio, cappotto, sostituzione dei vecchi serramenti poco prestazionali e sostituzione vecchi impianti) ci sarà una figura che farà da regista.

Non potrà essere un’azienda, ma un professionista che sia in grado di farlo, cioè un architetto, un geometra o un ingegnere.

9: È vero che è più difficile passare dalle classi energetiche “G” o “F” a quelle più alte?  

Questa è una domanda che in tanti si stanno ponendo dopo aver letto dell’ormai famoso “salto di 2 classi” previsto dell’Ecobonus 110%.

In realtà, come mi ha spiegato l’Architetto Crivello Anna, è molto più facile ottenere ottimi risultati quando si interviene su un edificio altamente disperdente. In questi casi, è più semplice fare il salto di 2 classi, specialmente quando si sommano più interventi di riqualificazione energetica.

E per gli edifici che sono in classe B cosa è previsto?

Per ovvie ragioni, in questo specifico caso non si può parlare di salto di due classi, ma semplicemente del passaggio a quella superiore. Dalla B si passa alla A, la massima classe per quanto riguarda l’efficienza energetica di un edificio.

10: Ecobonus 110%: da dove partire?

Per non commettere errori di alcun tipo, il consiglio è sempre quello di rivolgersi a professionisti qualificati per non perdere il diritto alla detrazione.

L’Ecobonus 2020 è un argomento molto complesso e prevede una varietà di competenze tecniche.

Tutto deve essere coordinato per ottenere il risultato sperato: il superamento delle 2 classi e ottenere il 110%.

Cosa fare?

Iniziare dalla valutazione energetica della tua casa e ponderare al meglio gli interventi da fare per massimizzare l’efficienza energetica, per poi passare la palla al commercialista per chiarire la delicata questione fiscale.

Insomma, è meglio pianificare a monte per non ritrovarsi con lavori fatti e nessuna detrazione a causa di qualche errore che si poteva evitare benissimo.

Se tra gli interventi che hai in programma rientra anche la sostituzione dei vecchi serramenti, puoi sempre contattarci per richiedere una consulenza personalizzata.

Insieme troveremo la migliore soluzione per spingere l’efficienza energetica della tua casa verso i gradini più alti della scala e ottenere la massima detrazione.

Continua a leggere il blog Finestra Evoluta e metti un mi piace alla pagina Facebook Brianese Serramenti per restare aggiornato su questo tema.

-Anna Muoio,

Responsabile amministrazione e contabilità Brianese Serramenti